CRISTIANO PETRUCCI

BIOGRAFIA

“Un’opera d’arte è matematica pura, un’elaborazione numerica continua. Non credo ci sia qualcosa di speciale, essa rappresenta un linguaggio che risiede all’interno del nostro sistema.” [Cristiano Petrucci]

 

Se in una fase preliminare della sua produzione artistica Cristiano Petrucci si concentra sullo studio del linguaggio, della comunicazione e delle espressioni umane, in una fase secondaria il suo lavoro è dominato da processi che regolano l’evoluzione della vita nelle sue forme primordiali. Cristiano Petrucci abbandona il figurativo per intraprendere un percorso atto a ribaltare la prospettiva di osservazione ed indirizzarla verso la struttura interna delle cose, l’architettura organica della materia.

Agli esordi della sua carriera artistica Cristiano Petrucci si indirizza verso il pop concettuale,
dedicandosi alla semiotica dei volti e a quella comunicazione non verbale che caratterizza i social network odierni. L’artista sfrutta la forma sferica delle palline da ping pong e la utilizza come elemento geometrico modulare e come unità di misura su cui opera la selezione naturale della forma.

Le opere di Petrucci rivelano un mondo interessante e misterioso che non è visibile ad occhio nudo – atomi, molecole, cellule ed organismi. Le sfere bianche sono disposte nei suoi lavori come atomi di una struttura di cristalli, rappresentazione reale di un granello di polline o una colonia di coralli; l’artista ci mostra un mondo che può essere esaminato solo al microscopio. Le sue opere vanno viste come organismi unicellulari, “forme di vita che emergono dalle profondità dell’oceano, ancor prima di approdare sulla Terra”; altre ricordano la struttura particolareggiata del virus con il suo materiale genetico o l’involucro e i filamenti di una molecola di DNA.

In qualsiasi modo si voglia interpretare il lavoro di Cristian Petrucci, l’artista si rivela un maestro nel provocare l’immaginazione dello spettatore.